“Ogni pittore ha una propria materia, un modo di stendere il colore con piacere, con una certa voluttà… Non si sa da dove venga, è magico, è qualcosa che non s’impara.»
Nel 1914 allo scoppio della prima guerra mondiale, Matisse è nel pieno della sua attività artistica, lavora a Montparnasse, è professore all’École des Beaux-Arts di Parigi e la sua produzione è intensa. Si muove tra realismo e impressionismo in modo fresco e originale, ed è già parecchio invidiato dal “collega” Picasso.
Tra i vari dipinti di questo grande artista ce n’è uno che mi colpisce particolarmente:
Interno con vaso di pesci rossi, olio su tela del 1914. In quest’opera il dentro “fuoriesce” e il fuori “entra”, con profonda armonia e vivacità. Com’è possibile?
Il primo movimento è dato dall’esile stelo della pianta nel vaso, i cui rami si incurvano verso l’esterno fino a confondersi con le sagome dei passanti e con le scale del Pont Saint Michel.
Gioca poi un ruolo chiave la finestra, che fa da tramite tra mondo interno allo studio del pittore e mondo esterno della città, permettendone il contatto.
Ma l’unione tra dentro e fuori è resa forte anche dalla scelta dei colori: le tonalità dell’acqua nel vaso sono infatti le stesse di quella che scorre sotto il ponte, così come i grigi, i blu e le tinte chiare degli elementi all’interno della stanza trovano corrispondenza in ciò che c’è fuori.
Per ultimo, ma non per importanza, va guardato il vaso con i pesci rossi. Anch’esso trasparente, come la finestra, racchiude al suo interno vita, colore, vivacità e movimento.
I pesci rossi, soggetto discreto e quasi velato nell’insieme pittorico, hanno un ruolo fondamentale: sono specchio dell’animo dell’artista e il debole riflesso di chi, come me, come te, nuota nelle acque della vita. Ecco allora che lo stretto contenitore in cui essi si muovono, non è solo il luogo della costrizione o della prigionia, ma è anche lo spazio in cui danzare la vita e muoversi con leggerezza, immersi nello scorrere del tempo…
Perché l’opera d’arte è sì qualcosa di “altro”, che va oltre la realtà, ma grazie ad essa emergono le nostre più profonde paure ed emozioni, come fugaci e vivide pennellate di colore rosso nella trasparenza di una boccia di vetro.


